domenica 22 giugno 2025

- H O P E L E S S N E S S -

Alzati, vivi, respira, produci, 

Sempre circondato di rumori e luci.

Di voci e risate, si riempie il mondo,

Il chiodo arrugginito, si spinge più a fondo,

Dai sorrisi altrui, l'animo è torturato, 

Nell'Abisso, alfine, il corpo si è accasciato.

martedì 17 giugno 2025

20. Rumore, silenzio, la voce di Lei

 Cuore scosso da grida assordanti,

Anima ferita da desideri infranti.

Scelgo il silenzio, il libero vagare,

Una nuova cicatrice, la paura di amare.


Dopo aver camminato rapido, in una giornata afosa, mi rintano in un bar qualunque, per refrigerio, riposo, o in cerca d'altro. Le bariste mi ignorano, sono uno dei tanti clienti di quel giorno, pensano a parlare dei propri turni e altri pettegolezzi, la musica della radio sovrasta le loro voci ma scelgo di non prestare attenzione.

I miei pensieri sono rivolti altrove. A me stesso. Alle urla che ho lanciato e che ascolto e riascolto a ripetizione. Nel sottofondo di quella rabbia riconosco il sapore di lacrime accumulate per mesi. Aspro, pungente, velenoso dolore covato per troppo tempo e che finalmente è sgorgato come un'alluvione.

Con lo sguardo perso nel nulla, vengo scosso da una flebile voce proveniente da lontano e allo stesso tempo da vicino. Sei tu. Vuoi scuotermi, strapparmi dal mare oscuro in cui annego. Mi afferri e mi riporti a galla.

«Dani... Sono qui. Guardami, ascoltami, stringimi. Non sei solo, non sei perduto. Credici, ascolta la mia voce come facevi un tempo...»

Esalo un lungo sospiro, mordendomi il labbro per i pensieri affilati e letali che pungolano la mia anima.

Ti ascolto, ma non rispondo, ti guardo ma i miei occhi non ti vedono, passano attraverso e fissano solo l'Abisso. E l'Abisso ricambia lo sguardo e sorride malevolo.

«Aveva ragione. Aveva ragione su tutto e io... Mi sono ostinato, illuso, ho creato sempre delle aspettative e ho perso. Sono sempre io quello che perde di più.»

Le tue unghie affondano nella carne delle mie braccia, senza arrecare dolore. Ti osservo senza un briciolo di emozioni, svuotato, spento.

«Non lo devi ascoltare... Non importa se aveva ragione o torto. Ma devi uscire dall'Abisso altrimenti...»

Sbuffo, con le palpebre socchiuse, le membra prive di ogni tensione e resistenza, mi lascio cullare dai flutti di buio, sotto un cielo senza stelle.

«Altrimenti cosa? Altrimenti perderò tutto, vuoi dire questo? Sono arrivato a non aver più nulla, più nessuna speranza, scopo, prospettiva.»

Chini il capo, i tuoi capelli nascondono il tuo viso, la tua identità, il tuo essere.

«Dani, perderesti anche me. Se ti lasci annegare perderai te stesso. Non lo voglio permettere...»

Faccio un lungo respiro e apro gli occhi. Il bar è deserto come quando ero entrato. Il sole inizia a tramontare e la temperatura estiva si mitiga.

So cosa vuoi dire. So che ho ancora molto da perdere. E ciò che mi è rimasto ha più valore di ciò che ho perso. Ancora una volta ti ascolto e ti ringrazio.


17 giugno 2025       

venerdì 13 giugno 2025

19. Una giornata come tante altre, con Lei


Sotto lo stesso sole, sulla stessa sedia,

Si apre un nuovo atto della tragicommedia.

Stesso caffè, stessi pensieri,

Non è cambiato nulla rispetto a ieri.



Seduto al tavolo del mio bar preferito, fisso lo schermo vuoto, annoto qualche frase, parola, verso, rime. Tutto ciò che mi viene in mente.


Scrivere creativamente è un po' come maneggiare innumerevoli tessere di un mosaico. Tutte sono utili, poche soltanto indispensabili in un dato momento.


Indispensabile. 


Ho sempre desiderato questo aggettivo riferito a me. Ho sempre voluto essere desiderato, cercato per motivi differenti dal semplice bisogno.


Oggi avrei dovuto fare un turno extra di lavoro. Per una volta ho detto no. Non è essere indispensabili questo. È essere utili. Usabili.


Per le persone sono sempre stato uno strumento. Un mezzo per arrivare a un fine.


E dopo questi mille pensieri neanche mi accorgo del suo arrivo. Fissa la tazzina di caffè vuota e fa una piccola smorfia. 


«Potevi aspettarmi per berlo. A quanti siamo oggi? Due? Tre?»


Faccio spallucce, alzo un dito solitario e continuo a fissare lo schermo. Le dita picchiettano la superficie velocemente, salvo arrestarsi per brevi periodi. Una notifica mi distrae. La leggo e rispondo sbrigativamente con un semplice "grazie."


«Gia, oggi è il tuo giorno libero, avrai deciso di riposare, avrai anche pianificato qualcosa, vero...?»


Scuoto la testa. «Nulla. Nulla di pianificato con nessuno. Tanto a che serve pianificare, immaginare, pensare al futuro? Soprattutto quando continuamente questi piani vanno in fumo e non per mia scelta?»


La sento sospirare, mi accarezza la mano.


«Allora... quello che speravi non è successo e quello che temevi è successo? Dani... mi dispiace. Vorrei poter fare qualcosa...»


Faccio un cenno al barista, un secondo caffè decisamente ci vuole. Non le rispondo. Che c'è da dire, alla fine? Niente.


«Fare qualcosa? Beh io so cosa fare. Quello che faccio tutti gli altri giorni. Rispetto a ieri non è cambiato niente. Non sono più felice. Non sono più triste. È un giorno come gli altri.»


Mi fissa bere in un sorso il caffè appena arrivato, alzando gli occhi vedo la sua espressione profondamente triste.


«Non è come dici, Dani. Io lo so come ti senti. Stai solo reprimendo il dolore che ti brucia dentro. E il fatto che stavolta non sappia come tirarti su mi distrugge...»


«Questo perché non deve essere sempre una tua responsabilità farmi stare bene. A volte sono gli altri che influiscono sul mio umore, che avrebbero il potere di rendermi felice e scelgono di non farlo. E non venirmi a dire che sono io che dovrei lavorare per arrivare alla felicità. Perché è chiaro come il sole che non basta.»


Lei non dice nulla. Si alza dalla sedia, arriva alle mie spalle e mi avvolge in un caldo abbraccio, tanto desiderato. Perché è così. Avrei voluto solo un abbraccio. Solo di questo ne ho bisogno. E oggi ho capito che non lo avrò mai.


«Buon compleanno Dani... In questa giornata fai ciò che desideri veramente, per te. Non dare più importanza ai desideri degli altri. Da ora in poi, conti solo tu.»


Sento la sua presenza affievolirsi, lasciando attorno a me un calore impercettibile e un sussurro nella mia testa.


Il bivio è stato oltrepassato. La strada è stata scelta.




Un qualunque venerdì di Giugno, 2025

martedì 10 giugno 2025

- C R O S S R O A D S -


In un immenso mare che è la vita,

Nuotando si raggiunge una boa cruciale.

Un momento importante di una partita,

Arriva l'alba di quel dì fatale.

E l'attesa che dura fino al tramonto,

Di varcare questa o quella strada,

Che farà volgere la pagina del racconto,

In bene o in meglio, ma accada quel che accada.


10 Giugno 2025

27. Guardando gli aquiloni con Lei

Contemplo il cielo con sguardo attento Piccoli balocchi, saldamente ancorati Di mille colori, sostenuti dal vento Ma legati a terra, impedit...