Rispolvero vecchie parole, di un remoto passato.
Quella gioia della creazione, di certo non ho scordato.
Ma ricordo anche il dolore di un sentimento,
La perdita, le lacrime e dell'animo l'annerimento.
Davanti a me si staglia la figura di un uomo dai capelli neri come la notte, lo sguardo duro e fiero di due occhi grigi e l'espressione seria; indossa abiti in pelle e un mantello con il cappuccio calato sulle spalle. So bene chi è: la mia creatura più gloriosa e su cui ho speso la maggior parte delle mie energie. Quanto tempo è passato? Più di dieci anni, questo lo ricordo bene.
«Mi sei mancato...» sussurro con un filo di voce, contemplando la mia creazione, un mucchio di appunti sparsi, unitamente a una dozzina di capitoli di varia lunghezza, alcuni elaborati ed estesi, altri estremamente confusi, taluni li scrissi di getto in mezza giornata, colto improvvisamente dall'estro creativo.
«Con chi stai parlando, Dani?»
Appari sorridente alle mie spalle, sbirciando sugli appunti che leggo e rileggo sospirando. Ho davanti agli occhi uno specifico file di testo che contiene gran parte che ricordo e ho rielaborato riguardo il protagonista del mio romanzo.
«Oh... questo è tutto ciò che riguarda uno specifico personaggio; aspetto fisico, pensieri, valori, modus vivendi, relazioni con altri personaggi. Un piccolo riassunto che racchiude una persona. Affascinante, vero?»
Non rispondi subito, riflettendo e soppesando le mie parole. Forse qualcosa non ti convince o entusiasma ma non vuoi deludermi e mi incalzi con qualche domanda.
«Se è un personaggio a cui tieni molto, forse non dovresti arricchirlo di dettagli? E soprattutto, questi appunti non potrebbero influenzarti nello scrivere la storia, in maniera troppo limitativa?»
Sono domande intelligenti e con un fondamento logico, ne convengo.
«Beh... Non hai tutti i torti, lo scopo di questa e di altre "schede" è solo quella di usarle come riferimenti per tutto ciò che dovrò scrivere. E non escludo che in futuro non ne modifichi il contenuto. La storia vera e propria avrà comunque la priorità!»
Mi poggi le mani sulle spalle, la tua voce si fa più dolce e calmante. Ciò di cui ho bisogno.
«Dani, dimmi una cosa... Perché hai atteso tutto questo tempo?»
Sospiro, prendo i primi capitoli del racconto, ricordo le numerose stesure e versioni di questa storia, precedenti a ciò che mi appare davanti, l'evoluzione di tanti pensieri e sogni avuti su una trama su cui ho riversato il mio massimo impegno. E per cosa poi?
«Un tempo... volevo dimostrare a qualcuno il mio valore. Volevo che mi apprezzasse come scrittore, come creatore. Come... artefice di sogni.»
«Artefice di sogni... poetico come titolo che ti sei dato, affatto modesto, eh?» Ridacchi, sempre incline a punzecchiarmi, ma non raccolgo la provocazione.
«Quella persona... la reputavo la mia musa. L'impegno che misi nello scrivere aveva un fine: compiacerla. E ora, rileggendo queste parole, queste frasi, questi sciocchi sogni... È come contemplare il me stesso passato da una finestra, vedo come sono stato stupido. E mi odio per questo.»
Mi abbracci da dietro, mi sussurri nell'orecchio. «Smettila, Dani. Non eri stupido. Eri innamorato. E questo racconto è nato dal tuo amore, non per merito suo, ma tuo. Non odiare ciò che eri, perché quello che hai creato è proprio grazie al tuo Io passato. Purtroppo, quando si è innamorati può capitare di perdere di vista noi stessi. Ma ora, ti sei ritrovato, hai ritrovato questo racconto, la tua voglia di concluderlo. E sai cosa? Sarà davvero la tua più grande creazione per un semplice motivo: perché sarà solo merito del tuo impegno, del tuo fervore e della tua magica immaginazione. E non c'è bisogno di dire quanto sia grata del tuo valore come Artefice dei sogni, no?»
«L'Artefice... sì, anche lui sarà un grande personaggio, secondo me.» Ma nella mia stanza, di fronte ad antichi appunti, non c'è nessuno che ascolti i miei sospiri, oltre a me, e alla finestra sul mio passato che contemplo, desideroso di chiuderla una volta per tutte.
22 Marzo 2025