Immersi nel verde, sul ciglio di un sentiero.
Il cielo azzurro copre l'animo grigio e nero.
La tua testa sulla mia spalla.
Basta poco per mantenermi a galla.
Con le cuffiette, dividiamo una melodia,
Un momento di calma, contro giorni di agonia.
Vedo il sole abbassarsi all'orizzonte, versi di merli e pappagallini in lontananza riempiono la quiete del parco. Tiro fuori dalla tasca due auricolari, li rigiro nella mano e ne indosso uno. Faccio partire una musica rilassante mentre riprendo fiato, seduto su una panchina.
Tu afferri l'altro auricolare con un gesto veloce e ti stringi a me.
«Cosa ascolti?» Sento la tua testa poggiarsi sulla spalla, ci rilassiamo contro lo schienale della panchina e faccio partire una melodia per pianoforte. Una musica priva di parole, priva di rime, solo per nuotare tra le note e restare a galla in suoni gradevoli.
«Nulla in particolare ma a volte qualunque cosa è preferibile al silenzio. O al frastuono e alla confusione.»
Ridacchi, sai di cosa parlo.
«Ripensi a qualche serata di lavoro faticosa e snervante, scommetto.»
Annuisco e non rispondo. Non è difficile indovinare perché non mi piaccia la confusione, non è altrettanto semplice capire perché ho bisogno di riempire i silenzi.
«A volte hai bisogno di sentire qualcosa, o qualcuno, vero?»
Annuisco di nuovo, chiudo gli occhi per godermi il tepore del tramonto.
«Una voce, andrebbe bene?» Mi sussurri nell'orecchio libero e mi stringi la mano. Sento la tua pelle liscia e fresca contro la mia, ben più calda. «Sei più silenzioso del solito oggi, Dani. Perché?»
«Perché il silenzio è il suono della solitudine.»
Apro la mano e osservo l'altro auricolare, immerso nel verde e con troppo silenzio da sopportare.
4 Marzo 2025

È romantica e triste allo stesso modo complimenti ❤️🔥
RispondiEliminaParole bellissime e struggenti come sempre. Adoro come scrivi
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