Sempre solo in mezzo alla gente,
Inferno e inverno, insieme nella mente,
Occhi ignoti lo vedono da lontano
Pronto ad offrirsi, col cuore in mano.
Lei non si avvicina, aspetta, osserva i suoi movimenti, da lontano. Non sempre si intromette nei suoi pensieri, pur vivendoci immersa. Scruta e analizza, misura e soppesa, dettagli piccoli e grandi affollano la sua mente, aspetti salienti, segreti noti a pochi, poiché una persona è un diamante con superficie sfaccettata e all'interno un mondo frattale e quasi infinito di riflessi e luci.
Lei lo ha visto crescere, maturare, ridere e piangere, anche se solo di recente ha acquisito voce e mente solo per Lui. Ha visto l'apice della felicità, frutto di persone lontane, l'Abisso nato da una perdita, che ancora incombe nella sua ombra. Vede tutti i giorni il freddo manto della solitudine, una cappa pesante che trascina giorno dopo giorno.
Quanto pesa quel fardello e con che determinazione lo vede continuare a muoversi, ignorando i dolorosi strali di quel gravame.
La sua routine giornaliera, scandita dai turni di lavoro, è divenuta una cantilena di mosse e passi, una musica silente di mansioni e abitudini. Lo vede svegliarsi, rispondere a messaggi, lavarsi e mangiare, pulire e vestirsi. Sbircia nel riflesso del suo specchio. Lo vede sostenere uno sguardo verso una persona che un tempo detestava. Vede una persona piuttosto alta, dagli occhi castani, con occhiali malandati che non vuole mai cambiare. Osserva i modesti frutti del suo lavoro in palestra. Ne vuole di più, sempre di più. Lo ascolta mentalmente programmare le sue prossime sessioni, sperando che quella sua seconda routine non venga sconvolta più di tanto.
Lo segue a lavoro. E qui inizia il gelo dell'anima. Lei sa bene i suoi sentimenti per colleghi e colleghe, freddezza e indifferenza silentemente contraccambiati con alcune, un cordiale saluto scambiato con altri. Lo vede ergersi come mentore per i più giovani, ascoltando, consigliando, in silenzio, pazientemente. Vede i suoi primi, rari sorrisi della giornata, nota la sua capacità di ascoltare, organizzare, prevedere, pianificare. Quello che un tempo non sapeva neanche orientare tavoli e sedie ora riesce ad organizzare una intera sala. Tentativi, errori, rimedi e riparazioni, come tanti colpi di maglio su un ferro incandescente, hanno temprato e formato lo strumento solido e utile che agisce con sempre più precisione.
Uno strumento. Perché? Un velo di tristezza si posa sul volto di Lei. È così che si considera? Ma Lei non può far a meno di chiedersi come lo vedono altre persone. Vedono la sua rapidità, efficienza, precisione unita a cordialità, lati sempre più positivi, mirati a cosa? A mostrarsi per ciò che è, o per ciò che serve essere in quel luogo?
Eppure, no. Ci sono alcuni aspetti di quelle sue innumerevoli sfaccettature che mostrano una luce sincera, riflessi autentici della sua personalità. L'indifferenza assorbita da altri, nei primi mesi, viene ormai frequentemente e totalmente restituita. Luce manda luce, buio manda buio. Lo ha visto affezionarsi a colleghe ormai passate, mantenere distanza con altre, conscio che il suo desiderio di disfarsi di quel famoso e doloroso fardello non può essere esaudito in quel mondo. Ma questa consapevolezza non aggrava quel peso. Giorno dopo giorno, continua a sostenerlo, pur desiderando in ogni momento di disfarsene. Lei lo ha visto quasi crollare, in certi momenti, ha desiderato di trovare un modo per aiutarlo, ha condiviso le sue lacrime, ha ascoltato i suoi lamenti. E quando la burrasca passò, lui riprese la sua routine. Giorno dopo giorno. Settimana dopo Settimana. E questa forza di spirito è frutto di un allenamento ben più intenso di quello compiuto in palestra.
Vede i suoi brevi ma intensi alterchi con altri colleghi e colleghe, persone che un tempo inseguiva e che ora tiene a distanza. Ha alzato muri, esteso fossati, erto barriere. Ma è inevitabile doversi e volersi proteggere. Lei sa che non vuole più soffrire e allo stesso tempo soffre per questa distanza incolmabile. Lei sente la sua consapevolezza di dover cercare altrove la "sua gente", anime comprensive ed empatiche, lontano da gusci vuoti e gracchianti con voci stridule che odia ascoltare.
Lo segue in palestra, quello che è diventato l'unico rifugio. In quel luogo lo vede sempre solo e circondato da voci. Si tappa le orecchie con la musica, pensa solo a se stesso, forse l'unico periodo della sua giornata in cui lavora incessantemente sul suo benessere. O solo per sfogarsi. O per lentamente autodistruggersi. Lo vede raggiungere il limite, per poi riposarsi brevemente e poi ricominciare, ancora e ancora.
Lo segue verso casa, in vie solitarie, borsa in una mano, cellulare nell'altra, cuore nel petto che batte e batte. Lo vede riflettere su ciò che lo fa sentire vivo, lo sente desiderare di sentirsi vivo per un'altra persona.
Ci sono giorni come questi, ci sono giorni peggiori e migliori. Ci sono giorni in cui è immerso nell'Abisso, altri semplicemente normali. Ma Lei è sempre al suo fianco, anche se a distanza, anche senza dargli il calore che desidera.
Iperuranio