Mi muovo a passi lenti,
Tra scaffali di ingredienti.
Una nuova prova mi aspetta,
Di coraggio devo far incetta,
Ancor prima del giusto dosaggio.
Della paura non voglio esser più ostaggio,
Anche se l'errore è in agguato,
Comunque qualcosa avrò imparato.
Mi stordisco e mi perdo, tra mille varianti di un'unica ricetta. Controllo quali e quanti ingredienti possono servire, guardo video, leggo spiegazioni, ascolto mille consigli. Alla fine l'unico minestrone è quello nella mia testa e di certo è ben poco commestibile e salutare. Al contrario, ho solo amplificato le mie ansie e i miei inutili pensieri, come grumi ingombranti e indigesti.
La tua mano delicata sulla schiena mi sottrae da quell'abisso di dubbi.
«Perché non chiedi consiglio a qualcuno? Spesso ti intestardisci nel voler provare qualcosa di nuovo da solo. Poi, sai che succede? che non vai fino in fondo per paura di sbagliare...»
Sbuffo leggermente. «Perché devo sempre chiedere aiuto? Perché non potrei semplicemente provare, vedere come va, riprovare, migliorarmi...?»
Mi guardi, con un lieve sorriso e annuisci. «Già, perché?»
Attendi in silenzio la mia risposta.
«Perché ho paura di sbagliare, di dover buttare via tutto. Di finire col rinunciare...»
«Quindi l'alternativa è non provare e basta? È rimanere bloccati in balìa della paura? Non mi sembra un approccio, come dire ...»
Chiudo gli occhi con forza, respiro profondamente. Sento la tua presenza vacillare come la fiamma di una candela.
«Se vuoi darmi dell'immaturo fallo, senza tanti giri di parole.»
Mi abbracci da dietro, rimani in silenzio. La fiamma della candela si intensifica, l'oscurità svanisce.
«Non sei immaturo, Dani. Sei solo pieno di cicatrici e temi di procurartene altre. Ma a volte è inevitabile. Come è inevitabile guarire da esse. Che sia solo un dolce venuto male, a volte è necessario per imparare.»
Cerco di calmarmi, di riordinare le idee.
«Magari userò ingredienti vegetali... Che ne dici?»
Sussurro nella cucina vuota.
31 Marzo 2025
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