Si sale e si scende,
L'euforia mi sorprende.
Un successo poi un errore
Della mia tristezza ne son autore.
La danza dell'altalena,
La mia anima avvelena.
Tu mi scuoti, mi ricordi di tenere a mente
"Non può piovere per sempre"
Mi massaggio le tempie, mi distruggo le nocche, mi mordo le unghie. Pervaso dal nervoso impalpabile, continuo a guardare video e leggere spiegazioni, pondero sull'acquisto di nuovi strumenti per la cucina o di semplicemente arrangiarmi su quello che so già fare.
«Ma creare sempre le stesse cose, a che può servire? Dovrei imparare altro. Eppure... Va sempre a finire male.»
Osservi la cucina in disordine e l'odore pungente di una padella usata ti fa storcere il naso. O sono le mie parole?
«Lo reputi un livellarti verso il basso, Dani? Un "accontentarsi"? Lo sento il tuo desiderio di migliorarti, di esaltarti, di sentirti bravo in qualcosa ma... guardati. Un piccolo intoppo ti ha rigettato nello sconforto. Qualcosa non va, non pensi?»
«Ho seguito le istruzioni alla lettera, però mancava qualcosa... E il risultato è stato pessimo.»
Alzi gli occhi al cielo e scuoti la testa.
«No Dani, stai ingigantendo tutto come tuo solito. Solo perché qualcosa non va come vorresti, non vuol dire che sia un risultato totalmente negativo. Già solo nel corso della preparazione hai colto le prime inesattezze e ti sei corretto. Pensa a come andrà la prossima volta invece che soffermarti su questo risultato.»
Mi osservi e rimaniamo in silenzio ma, come sempre, ascolti con attenzione anche i miei silenzi e li comprendi meglio di chiunque altro.
«Tu vuoi migliorarti così spasmodicamente, così intensamente, che ti butti a capofitto in nuove passioni e spendi tutto te stesso nel raggiungere il tuo scopo. Essere lodato, ottenere nuove motivazioni. Sei una piccola candela con lo stoppino che brama di essere acceso, vuoi brillare in una stanza buia. Ed è giusto. Devi solo stare attento a non bruciarti del tutto.»
Ti ascolto, sempre in silenzio, mentre finisco di pulire e osservo il mio misero risultato culinario.
«Allora cosa dovrei fare?»
Scrolli le spalle. «Prendi dimestichezza con le cose basilari, sperimenta poco a poco. Si dice che un guerriero che conosce una sola arte marziale praticata per anni sia più temibile di uno che sa brandire mille armi, una volta mi hai raccontato una storia simile, giusto?»
Sorrido a quell'improvviso e assurdo paragone.
«Mi disferò mai di questa paura di fallire, secondo te?»
Mi prendi il viso tra le mani e sussurri. «Lo stai già facendo, Dani, altrimenti non avresti neanche iniziato a provare, pur sapendo di poter fallire.»
Chiudo gli occhi a quel delicato contatto che lentamente svanisce, insieme al tuo volto. Li riapro e osservo una padella pulita, pronta per poter essere riutilizzata.
9 Aprile 2025
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