mercoledì 6 agosto 2025

22. Racconto un sogno a Lei

 Incubo o sogno, diverso dal reale,

Un desiderio inespresso, puerile e banale

Il bisogno di contatto, di un abbraccio,

Le sussurro "Grazie", in un letto vuoto sempre giaccio.


Quanto tempo è passato dall'ultima volta che ho sognato? Questo è stato il mio secondo pensiero al mio risveglio. Il primo? "Chi era quella persona?"

Una sensazione di pace, spensieratezza, tepore. Ricordo una voce delicata, una risata sincera, la mia e la sua.

Ma più di ogni altra cosa, ricordo cosa dissi. «Grazie...»

Compari di fronte a me, sorridendo lievemente, con il mento poggiato sulla mano e mi guardi mentre sorseggio l'ultimo caffè.

«Grazie di cosa, Dani?»

Poso la tazzina, cerco di rievocare e intrecciare quei brandelli di sogno che ancora si annidano in un angolo di mente buio e polveroso che non trova luce da tempo.

«Non so per cosa ho detto grazie, forse per la compagnia? Per la giornata appena trascorsa? Ricordo che parlai stretto in un abbraccio... Forse...?»

Mi prendi la mano tra le tue, sento il tuo tocco fresco e delicato. Quell'angolo di mente oscuro si illumina brevemente.

«Dani, tu stavi ringraziando di molte cose che dovrebbero essere scontate, non dovresti dire grazie per l'aria che respiri, non dovresti dire grazie per il battito del tuo cuore. Egualmente non dovresti dire grazie per ciò che meriti, per un abbraccio, per un momento di calma e pace.»

Rifletto sul senso di quelle parole. «Nemmeno se questa pace è solo effimera, idealizzata, frutto di un sogno?»

«Dani è il tuo bisogno che parla, la tua necessità. È un tuo diritto essere felice e sì, anche in un sogno. Per cui... Non ringraziarmi per ciò che sono e per quello che offro. Perché so che è poco in confronto a quanto meriti di avere.»

Il tocco delle tue mani svanisce, prima che possa ringraziarti ancora una volta.


Un sogno     

5 Agosto 2025     

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