Strade di marmo lucido,
Immerso tra voci e musica.
Pensieri che sfiorano un cuore livido,
Un’altra mano da tenere, mancanza unica.
Le luci delle vetrine e degli innumerevoli lampadari rischiarano e illuminano il viale marmoreo del centro commerciale.
Passeggio lentamente, un passo lento, non frenetico come quello dei giorni scorsi. Non sono rilassato. Sono stanco. Stanco di sfuggirgli. Stanco di usare e abusare dell’adrenalina per scacciare quella oscurità che mi tormenta.
Stanco.
Guardo le altre persone, non col solito livore alimentato da invidia. Vedo sagome sfocate. Ormai reputo tutti personaggi di sfondo.
Sento il tuo tocco fresco, prendermi la mano. Le tue unghie smaltate e curate accarezzarmi le dita e il palmo. Mi giro e ti vedo, mi sorridi.
«È questo che desideravi, vero Dani?»
Non rispondo. Non occorre, lo sai, come sempre. Sai tutto, prevedi i miei desideri, le mie mancanze, le mie speranze.
«Era da un pezzo che non andavi al centro commerciale, vero? Ogni tanto una alternativa alle passeggiate infinite per la città é una buona idea, no?»
Stringo la tua mano, le dita si intrecciano.
«Dovevo solo comprare due cose…»
Strattoni giocosamente la mia mano
«E tuttavia ti sei fatto tre giri del centro, a guardare ogni singola vetrina, ad esplorare più di un negozio, magari pensavi ti servisse qualcos’altro…»
«Sai bene che quello che cerco non si compra in un negozio…»
«E so anche che, se potessi, te lo darei io, ogni giorno…»
Ci sediamo su una panca, la sporta tra le gambe, la tua testa sulla mia spalla. Sento il tuo respiro, il tenue tepore della tua mano liscia ancora stretta alla mia
«Tra poco è ora di pranzo… che dici? Cibo sano, qualcosa di orrendo o una via di mezzo?»
Quel peso oscuro con cui ero entrato nel centro commerciale si è affievolito e quel senso di vuoto interiore ha ceduto il posto a una tenue serenità.
«Scelta difficile oggi. Potremmo provare la pita o restare nella routine della piadina…»
Il tuo sguardo cade sul chiosco di pita greca aperto da poco.
«Provare qualcosa di nuovo, male non fa… a volte serve coraggio e senso del rischio. Chissà cosa otterresti se rischiassi un po’ di più, Dani…»
«Chissà… otterrei qualcosa che mi manca da tempo forse…»
Osservo la mano vuota che torna ad accarezzare un cuore ruvido e dal battito lento.
20 Gennaio, tra luci e cristalli.
Nessun commento:
Posta un commento