lunedì 17 febbraio 2025

6. Un nastro sciolto e Lei

Seduto su una lunga panca

Posti vuoti a destra e a manca

Illuminato dalle luci, inebriato dalla bevanda

Oggi da spettatore, ascolto il campanello della comanda 

Ricorda che il futuro non è nero né bianco 

Io sogno ancora di aver qualcuno al mio fianco 


Assorto nella musica techno della dj, fisso il mio calice di prosecco, una bevanda non leggera ma a cui sono quantomeno più avvezzo rispetto a birre o aperitivi che ho servito decine e decine di volte nell'ultimo anno. 

Alzo gli occhi e nella folla trovo i tuoi occhi che mi fissano, un sorriso beffardo che sa tanto di "te l'avevo detto"


«Cosa ti avevo detto a San Silvestro? Ti stimano, sanno che vali, che esisti.»


Annuisco lievemente, l'alcool, seppur in piccole quantità, mi secca la bocca e fa pizzicare la gola, ma sorseggio ugualmente la bevanda offerta. La tua parlantina soverchia il suono della musica a tutto volume, come se mi parlassi da dentro. Ed è così.


«Per non parlare del fatto che di tutte queste persone sei l'unico con un calice di vetro. Non ti fa sentire speciale?»


«È di certo un dettaglio da non sottovalutare, come anche il fatto che è stato il capo in persona a invitarmi. Devo averlo sorpreso quando sono arrivato.»


Il tuo viso si imbroncia, non soddisfatta della risposta.


«Allora cosa c'è che non va? Ok, magari non sei stato il protagonista, ma dopotutto sei stato parte del tutto, una parte importante. Se erano tutti li, è stato anche grazie al tuo impegno.»


«Per quel poco che sono stato lì è stata un'esperienza strana, diversa, fondamentalmente è stata la prima festa a cui ho partecipato da molti anni. Ma ero solo, in ogni caso. Ero seduto su una lunga panchina, con tanti posti vuoti»


«E che hai pensato, oltre a questo?»


«Che di lì a poco sarebbero arrivate tante altre persone, le cui vite sono legate a quelle di tante altre persone. Io mi sarei ritrovato come un nastro sciolto e perso nel vento, circondato da nodi, fiocchi, grovigli e gomitoli. Ma anche io ho bisogno di un legame. Sapevo come mi sarei sentito, allo stesso modo di come mi sento spesso, mentre sono a lavoro li. Per cui ho preferito riprendere la via del ritorno.»


«Altrimenti che avresti fatto, se ci fosse stato un altro nastro per completare il vincolo che desideri?»


«Sarei stato meglio. E non solo lì, avremmo potuto fare quello che volevamo. Ma si, tra le tante cose le avrei mostrato quel pezzo del mio mondo, con orgoglio e fierezza, quell'angolo di mondo che ha stravolto il mio, in quest'ultimo anno, nel bene e nel male.»


«È per quello che sei andato alla festa? È così importante quel posto e la gente che hai conosciuto lì? Per questo desideri così tanto le loro attenzioni?»


«Senza di loro non sarei ciò che sono, nel bene e nel male. È un fatto.»


Svuoto il calice, fissando il tuo sorriso attraverso il cristallo. Ma appena finito il prosecco, vedo solo una miriade di volti sconosciuti, ignari dei miei pensieri.

Queste labbra, seccate dal freddo e dal vino, sono un cimitero di parole che non hanno mai trovato ascolto.

Circondato da affamati di luci.

Ciechi che non vedono il mio buio.


31 Gennaio 2025   

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