venerdì 2 maggio 2025

17. Immerso nel silenzio. E Lei?

Passano i giorni in sequenza,

Rimugino dall'alba al tramonto.

Privo della benefica presenza,

L'oscura identità presenta il conto.

Delle sofferenze e delusioni,

Delle bugie e illusioni.

Se potessi farlo me ne disferei,

Ma da questo dolore può salvarmi solo


Lei.


Il suo arrivo è quasi sempre riconoscibile, prevedibile, tangibile. È come un chiodo arrugginito che si conficca nel punto più doloroso, l'anima. Il respiro si fa pesante, quasi doloroso. Ma respiro lo stesso.

Non è Lei. È qualcos'altro. Una Cosa. Una Bestia. Ferita ed affamata. Pericolosa. Si nutre di me, delle mie ansie, paure. E io stupidamente ogni volta la soddisfo, la alimento, la ravvivo.

Capita all'improvviso e mi trovo a vagare con questo ordigno conficcato nel petto, con una impugnatura ben più terribile della lama, poiché reca l'impronta della mia mano.

Scatta da un qualunque pensiero che rievoca le mie paure, le mie carenze, le mie delusioni. Delle coppiette che passeggiano, chiacchiere tra colleghi in cui non sono coinvolto, rimostranze e rimproveri, pessime prestazioni in palestra, finanche il mio riflesso nello specchio.

...

Sento la testa che mi scoppia, con tutte queste voci stridule che rimbombano nelle orecchie, in una stanza vuota e silenziosa. Memore ancora del fracasso al ristorante, decido di stendermi a letto, col cuore che pompa e tuona, che risuona e lamenta. E che nonostante tutto mi tiene vivo.

Con gli occhi serrati, il cuore che rimbomba e la mente che rimesta, sento all'improvviso una carezza. La tua.

«Dani, che è successo? Hai avuto un incubo?»

Sospiro, senza rispondere immediatamente. La tua voce è così sbiadita, come se venisse da lontano.

«È da molto che non venivi. Pensavo fossi sparita, come tutte le altre persone.»

Di solito accogli le mie lamentele con una risatina, stavolta avverto un lieve sospiro, come se fossi stanca, spenta. Come me.

«Dani, lo sai che non me ne andrei mai, però sarò sincera, ultimamente ero piuttosto... "stanca". Non so bene come spiegarlo. Ma sono qui, comunque. Sono qui con te.»

Mi sorreggi, andiamo al bagno e mi spingi ad osservare il mio riflesso. L'unico che appare nello specchio.

«Vedi? Nonostante tutto, sei sempre tu. E ci sono anche io.»

Sento la tua carezza sulla schiena, un tocco fresco e delicato. Un po' mi ravviva, mi rafforza. È vero, lo specchio non mente, vedo un fisico imperfetto, ma ricordo il giorno che ho iniziato, ricordo il ribrezzo che provavo nel vedermi, sentimento ora modificato dal bisogno di continuare a migliorarmi con costanza. E ora la tua voce sembra più vicina.

«Sarà una lunga giornata anche oggi, temo. Ma non l'affronterai da solo, Dani.»

Annuisco con un verso appena accennato. Prima di decidere di tornare in stanza a vestirmi, scorgo nel riflesso qualcos'altro, di indistinto. Non è Lei. Era qualcos'altro. Mi arresto per guardare con maggior attenzione nello specchio. Nulla. Solo il mio corpo, non abbastanza tonico, con smagliature, pallido.

«Dani? Che succede?»

Chiudo gli occhi e scuoto la testa. «Nulla, forse è colpa dell'incubo che ho fatto stanotte.»

Rientro nella mia stanza e mi siedo sul letto. Da solo. In una stanza immersa nel silenzio.


2 Maggio 2025


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