Scorre il sangue dalla ferita inferta,
La pelle si arrossa, temo sia infetta.
L'unica difesa è tenersi lontano,
Ma l'unica cura il tocco di un'altra mano.
Guardo la ferita, sfiorandola con un dito, sento la pelle gonfia e arrossata sotto il polpastrello, un lieve bruciore rimasto dopo il dolore pungente. Ma è durato relativamente poco. Rifletto su ben altre ferite ricevute ultimamente. Delusioni, sentimenti di rabbia, tristezza, abbandono, stanchezza fisica e mentale.
La tua mano candida e fresca arriva all'improvviso, il dolore sembra così lontano e lieve ora.
«Che ti sei fatto alla mano? Sembra un taglio profondo.»
Scrollo le spalle, minimizzando. «Un foglio di carta, una spilla sporgente o altro, non so, non ricordo. È successo al lavoro...»
Sempre tenendomi la mano, poggi la testa sulla mia spalla, i tuoi capelli mi sfiorano il viso.
«E quell'altra ferita di cui non mostri i segni? Quella come te la sei procurata?»
Sai tutto, anche la mia risposta. Inutile nasconderti il mio malessere.
«È successo di nuovo. Sembrava interessata. E invece... È sparita. Di colpo. Il giorno stesso.»
Sento la tua mano stringere la mia, più forte, allo stesso tempo dolcemente.
«E ti ha fatto male? Sii sincero, Dani.»
Sospiro lievemente. «Si, non lo nego. Fa sempre male quando succede. Ma ora non più. Forse perché ho con me la cura migliore»
«Ma non sono io la tua cura, Dani. Sei tu che stai guarendo più velocemente, con le tue forze. Io non ho fatto nulla. Non darmi meriti che non ho, soprattutto quando il merito è solo tuo. Perché stai imparando a difenderti dal dolore. A volte è inevitabile ferirsi, anche solo con un foglio di carta. Quel che è importante è imparare a rimarginare le ferite.»
«La mia piccola saggia. Però dovrò comunque mettere un cerotto...»
Osservo la mano, con la piccola ferita. La pelle sembra meno arrossata, come se non fosse più infetta.
19 Maggio 2025
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