mercoledì 31 dicembre 2025

25. Un sussurro di Lei, tra i fuochi artificiali

 Il fragore del gran saluto

L'anno vecchio si spegne

La fiamma preceduta dal fischio acuto

Sovrasta il veleno di malelingue indegne


Un anno di pensieri, sacrifici, successi e insuccessi. Ricordo i timori e le paure dell'anno passato, spazzate via dal tuo sorriso, dal tuo benefico ottimismo venutomi in soccorso. Osservo ora i nuovi dubbi e pensieri, un futuro sempre incerto, avvelenato dal pessimismo.

Sento la tua mano sulla spalla, morbida, calda, un peso leggero che così di rado avverto sul mio corpo, che raggiunge l'anima.

«Perché ti rattristi nel rimuginare su quello che pensano o non pensano di te? Dovresti ignorare questi pensieri, sono rugginosi, tossici, logoranti. Mi dicesti che andava meglio, che TU stavi meglio. Non riesci ad essere più della stessa idea?»

Da giorni il timore di non essere più un elemento centrale e in continua crescita in quel posto mi appesantisce l'anima. E tu lo sai, lo avverti questo peso. «L'anno scorso vedevo le cose con maggior chiarezza. Ora non ci riesco. Ma forse è solo un periodo passeggero, una nuvola, scura, plumbea anche. Ma la mia vista non ravvede gli stessi progressi di prima. Mi sono stati negati.»

La morsa sulla spalla si ravviva, consolante, calorosa. La tua presenza aiuta, fa del suo meglio. Ma quel gelo che è apparso nel corso di questi mesi fa da pericoloso contrappeso. «Chi può dire quali altri progressi farai quest'anno, non solo a lavoro? Avrai altri successi, alcuni li hai già ottenuti, sai a Chi mi riferisco... Pensa a ciò che hai guadagnato, ciò che hai ottenuto e anche se so che è poco, può comunque essere molto, se confrontato al nulla di prima.»

«Hai la fissazione dei bilanci di fine anno, tu. Ma ti capisco. Sono meno solo. Vorrei soltanto... esserlo ancora meno.»

«Ti scordi continuamente le mie parole, testone. Siamo in continua evoluzione e tu sei cresciuto così tanto che non te ne rendi nemmeno conto. Ti concentri solo su stupide fissazioni, sul non sentirti abbastanza, ma tu vali, Dani, VALI! E hai chi te lo dimostra.»

«Penso a chi ha scelto di passare un pomeriggio con me e mi ha dato utili consigli in palestra, penso a chi pur non conoscendomi mi ha augurato un buon anno nuovo. Ma l'ombra di pensieri dolorosi prova continuamente a soverchiare queste luci...»

Chino il capo, mordendo il labbro dalla tristezza sempre più crescente, come un'onda. Le tue mani mi sfiorano il viso. E capisco, capisco quanto anche solo una piccola luce può fare nell'immensa oscurità che lascio albergare dentro di me.

«Butta via quei pensieri, con la fine dell'anno ci si disfa sempre delle cose vecchie. Desidero che tu sia felice Dani, non ti lascerò annegare in quell'abisso. È una promessa.»

Le nostre ombre proiettate dalle luci dei fuochi artificiali che illuminano il primo cielo dell'anno nuovo danzano tra loro, per poi unirsi in un'unica ombra solitaria.


Capodanno '26

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Contemplo il cielo con sguardo attento Piccoli balocchi, saldamente ancorati Di mille colori, sostenuti dal vento Ma legati a terra, impedit...