giovedì 13 febbraio 2025

2. L'effimera ombra di Lei

 Sento il vento alle nostre spalle, ti guardo ridere e quasi scivolare 

Una larga sciarpa bicolore attorno al collo, apri le ali e quasi spicchi il volo

Dagli spalti del circo antico, intravedo due ombre ma lo sguardo è nemico

Poiché una in realtà appare, ciò che è sogno dal ricordo non compare 



«Sembrava quasi di volare, se avessimo avuto dei pattini avremmo fatto una gara, il circuito c'è già.»


Indichi il Circo Massimo che stiamo aggirando, ti guardo e sorrido, il vento di questa giornata è meno gelido del precedente ma non meno forte. Ieri avevo aghi di ghiaccio sotto gli occhi, oggi lame nel cuore. Incroci il mio sguardo e ti fermi all'improvviso. 


«Di nuovo. A che stai pensando adesso?»


«A te. Ma non come ieri. E se dovesse diventare un'abitudine? Quella di trovarci in questo modo...»


«Oggi forse avresti dovuto pensare un po' anche a te, testone»


«A che serve pensarci? Finisco sempre col pensare a ciò che non ho, a ciò che vorrei. E poi arrivi tu... E poi...»


«E poi? Ok, io sono qui, forse in qualche modo riesco ad aiutarti ma poi? Lo sai cosa succede... POI...»


«Si, e poi... Scompari. E da due ombre torno a vederne una sola, e la mano non stringe più null'altro che vento...»


«È parecchio forte oggi, vero? Per questo mi stringi la mano così forte? Temi che voli via?»


«A volte i ricordi fanno così. Volano via, soprattutto quando la tempesta si avvicina.»


«Allora stringimi più forte perché io non voglio andarmene!»


Ti stringo la mano, la pelle chiara risalta alla luce del crepuscolo.


«Alla fine abbiamo fatto un giro enorme ma siamo tornati al punto di partenza, ma il sole è calato. Non ci sono più le nostre ombre»



«L'ombra può essere tetra e lugubre ma è la prova che siamo esistiti sotto la luce, non pensi?»


Annuisco senza rispondere. Lei continua. 


«Se porterai un pezzetto di luce dentro di te, forse non ci sarà sempre bisogno di me, bisogno di incontrarci. Che dici?»


«Dico che ho vissuto anni nelle tenebre e che ormai sono abituato a conviverci. È la tua presenza che è una novità e che ora come ora faticherei a farne a meno.»


«Hai le mani fredde oggi, Dani.»


«Perché c'è sempre meno luce e le ombre sono svanite presto.» sussurro al vento che stringo nella mano.


Circo Massimo

26 Dicembre '24

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