Tra bollicine e strette di mano
dopo sorrisi forzati, e sospiri trattenuti
Vedo il vuoto attorno, strade deserte
E sullo sfondo della fine, tu, coi capelli al vento, che mi aspetti.
Una mezza giornata di lavoro, qualche pulizia, un brindisi in un bicchiere di plastica con del prosecco offerto, tanti sorrisi poco sinceri, tanta stanchezza autentica, un vento freddo che punge il viso e infine, la solitudine. Dal fondo del viale alberato, immerso nel silenzio delle strade deserte, solo una presenza, che spunta dall'abisso dei pensieri.
Avvolta nel tuo cappotto, stavolta senza cappello e coi capelli sciolti, mi accogli col tuo sorriso sincero e autentico, quanto inesistente.
«Io dico che in qualche modo ti stimano, ma non ti senti soddisfatto. Perché? Quando dirai a te stesso che vali abbastanza, senza aspettare che te lo dicano altri?»
«Non ti so dire perché ragiono così, forse perché ho questa convinzione così radicata di non avere il valore che dovrei... vorrei avere.»
«Se ci pensi, un tempo non c'ero neanche io a ricordarti che VALI. È un miglioramento, no?»
«Stai per iniziare con la filippica dei bilanci di fine anno?»
«In realtà... sì, lo so che magari non ne hai voglia o non lo ritieni necessario ma IO dico di sì, che è il caso di considerare come stavi un anno fa e come stai ora. Pensaci. Fai un piccolo sforzo...»
«Penso che... ho un lavoro ormai consolidato, salvo tragedie. Penso che sto riscoprendo i meandri della mia immaginazione. Penso che ho... Te.»
Mi sorridi, soddisfatta della risposta. Il buio della sera ci avvolge, il freddo ci spinge a cercare il nostro reciproco calore.
«Quindi, va meglio o peggio? Sii sincero... con me lo sei sempre stato, perché sai che non ti giudico o rimprovero. Beh, forse qualche rimprovero sì...»
«Meglio... ma... ho paura che non durerà.»
«Avere paura è normale, sarebbe anomalo secondo me tenersi dentro queste paure, non esprimerle, meglio affrontarle. Per il resto, io faro sì che duri. Poi chissà, potrebbe anche migliorare ulteriormente la situazione.»
Le nostre dita si intrecciano, strette, tremanti.
«Però continuo a dire che questa storia dei bilanci di fine anno sia una stronzata... serve solo a farci sentire meglio e soddisfatti di essere arrivati alla fine... Ma poi? Domani non saremo diversi da oggi.»
«E qui ti sbagli, pessimista cosmico. Siamo in continua evoluzione. Non aspettarti di diventare farfalla da bruco, ma è quello il concetto. Ogni giorno che porti alla conclusione ti rende diverso dal precedente. E vale lo stesso per interi anni. Ma non so come fartelo capire.»
I fuochi artificiali iniziano a rompere il silenzio che ci avvolge.
«In fondo hai ragione, un tempo non esistevi. E non so nemmeno come ho fatto ad andare avanti senza di te.»
«Sono arrivata alla fine di un periodo pieno di tanti eventi e altrettanti cambiamenti, Dani. Ne inizia ora un altro, quali cose desideri?»
«Di essere felice, solo questo.»
Ma artigliare il vento con dita sempre più fredde è tutto ciò che ho, per ora. E il tuo sussurro mi raggiunge le orecchie come una delicata carezza dall'Altrove.
«Buon inizio, Dani, Buon nuovo inizio, per te, e solo per te»
Capodanno '25
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